Il nostro Appello alla FIFA

 
 

Il gioco del calcio e gli altri sport sono basati sul principio del "fair play" (la correttezza, l'osservare le regole del gioco).

Noi riteniamo che l'uso del lavoro dei bambini e le condizioni di lavoro disagiate - o anche l'assenza dei fondamentali diritti del lavoro - per gli adulti renda la produzione di articoli sportivi molto lontana dall'equità e dalla correttezza.

Sfortunatamente queste situazioni si possono riscontrare in larga scala nella produzione di palloni da calcio e nella produzione di scarpe sportive e di abbigliamento sportivo.

Il prossimo campionato del mondo di calcio, che si terrà in Corea e in Giappone nel giugno del 2002 è un'occasione perfetta per assicurarsi che tutte le promesse fatte dalla FIFA e dalle aziende che producono articoli sportivi nel corso degli scorsi anni riguardo al non uso di lavoro dei bambini e riguardo la sicurezza di condizioni di lavoro eque diventino finalmente una realtà.

La FIFA e i marchi sportivi operanti a livello mondiale devono fare in modo che questo avvenga.

INOLTRE VI ESORTIAMO A DARCI DELLE PROVE PRIMA DELL'INIZIO DELLA COPPA DEL MONDO DEL 2002 CHE:

- nessun bambino è impiegato nella produzione dei palloni e nella produzione degli altri beni che si trovano sotto licenza FIFA o di altri beni prodotti dalla industria produttrice di articoli sportivi

- i lavoratori che producono articoli sportivi possono avvalersi di tutti i diritti base del lavoro - incluso un salario di sussistenza, il diritto di organizzarsi e di contrattazione collettiva - che fanno parte del mai firmato accordo del 1996 tra la FIFA e la ICFTU. Questo accordo deve ancora essere firmato rendendone parte la ICFTU in nome dei lavoratori.

- Un sistema di ispezione indipendente, che coinvolge sindacati e ONG è in atto in tutti i Paesi da cui le aziende si riforniscono di articoli che sono sotto licenza FIFA e di altri articoli sportivi

"un altro mondiale è possibile!"
il cuore, non la testa, nel pallone

"global march against child labour"