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(in inglese "football"
è sia il pallone da calcio, la cui produzione è l'oggetto
di questa analisi, sia il gioco del calcio)
IL LAVORO DI ADULTI
E BAMBINI NELL'INDUSTRIA INDIANA PRODUTTRICE DI
PALLONI DA CALCIO
E IL RUOLO DELLA FIFA.
Comitato Olandese
per l'India (India Committee of the Netherlands)
Questa relazione osserva
nel dettaglio il lavoro dei bambini e le condizioni di lavoro in genere
nell'industria dei prodotti per uso sportivo nel Punjab in India.
Descrive e discute anche le varie iniziative prese a livello nazionale
e internazionale per contrastare questi problemi. In India le iniziative
della Coalizione del Sud Asia sulla Schiavitù dei Bambini (SAACS)
e quelle della Fondazione Indiana sugli Articoli Sportivi (SGFI ) sono
fra le più autorevoli. A livello internazionale la Federazione
Mondiale per gli Articoli Sportivi (WFSGI) , la FIFA e la sua organizzazione
licenziataria ISL, la Confederazione dei Sindacati Liberi (ICTFU) come
le maggiori aziende operanti nel settore degli articoli sportivi giocano
un ruolo importante. L'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO)
e l'UNICEF sono altri giocatori di rilievo nel campo dei diritti dei bambini
e dei diritti del lavoro.
Questa pubblicazione è il risultato della consultazione di molte
fonti, non solo fonti scritte ma anche diverse organizzazioni che sono
strettamente coinvolte nei problemi in discussione.
Una fonte di informazioni molto importante è stata l'autorevole
indagine "il lavoro dei bambini nell'industria dei prodotti sportivi
a Jalandhar - un caso-studio" basato sulla ricerca condotta dal GIRI
NATIONAL LABOUR INSTITUTE ( Istituto Nazionale del Lavoro) dell'India.
Inoltre la competenza, l'esperienza sul campo e la cooperazione dell'organizzazione
"Volontari della giustizia sociale", una NGO con una lunga esperienza
sui problemi del lavoro dei bambini, del lavoro in subappalto e del lavoro
dei migranti in Punjab, è stata inestimabile per la preparazione
di questa relazione
PARTE I
Nel 1995 sono apparsi sui giornali i primi resoconti riguardo l'uso su
larga scala del lavoro dei bambini e lo sfruttamento degli adulti nella
industria di palloni di Sialkot, in Pakistan. Un paio d'anni più
tardi divenne chiaro che lo stesso problema esisteva anche in India, che
dopo il Pakistan
è il secondo più importante esportatore di palloni da calcio
e di altri palloni gonfiabili.
Subito il problema fu messo in evidenza dai media e dalle NGO, specialmente
in occasione dei Campionati Europei di Calcio del 1996. Non solo organizzazioni
nazionali in Pakistan e India ma anche diverse organizzazioni internazionali
sono state strettamente coinvolte nel problema.
Importanti fra queste sono la Federazione Mondiale dell'Industria degli
Articoli Sportivi (WFSGI) e la Confederazione Internazionale dei Sindacati
Liberi (ICTFU ), l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e la
Federazione delle Associazioni Calcistiche (FIFA).
Anche importanti industrie sportive come NIKE, ADIDAS, REEBOK e altre
cominciarono ad evidenziare un profondo interessamento nei confronti del
lavoro dei bambini per cucire i palloni perché per citare almeno
una ragione importante stava danneggiando l'immagine del loro marchio.
Mentre in Pakistan un programma per eliminare il lavoro dei bambini dalla
produzione dei palloni ha luogo già dal 1997, un programma simile
in India ( messo in atto dalla SGFI e finanziato dalla FIFA) è
cominciato il 1 gennaio 2000. La SAACS fu la prima in India nel 1997 ad
evidenziare la situazione del lavoro dei bambini e le ingiuste condizioni
di lavoro nell'industria degli articoli sportivi.
La SAACS iniziò un confronto con le aziende produttrici di articoli
sportivi che venne meno quando l'organizzazione britannica AIUTO CRISTIANO
pubblicò un'indagine con l'aiuto della SAACS che stimava fra i
25.000 e i 30.000 i bambini che lavoravano nella produzione di articoli
sportivi. I produttori si opposero fortemente a questa stima e diedero
vita a SGFI senza la cooperazione della SAACS. Comunque l'AIUTO CRISTIANO
pubblicò una ricerca indipendente finanziata dal ILO-IPEC e dal
FICCI (una associazione nazionale di datori di lavoro). La ricerca era
fatta dal NATIONAL LABOUR INSTITUTE(Istituto nazionale del lavoro), intitolata
"Il lavoro dei bambini nell'industria produttrice di articoli sportivi
di Jalandar; un caso-studio." Questo rapporto arrivava alla conclusione
che circa 10.000 bambini stanno cucendo palloni nel distretto di Jalandar.
Non erano incluse altre aree di produzione. Il rapporto, pubblicato nel
settembre del 1998, fornisce anche un'ampia gamma di informazioni sulle
condizioni socio-economiche dei cucitori. E' forse la fonte principale
della seguente descrizione di tali condizioni.
La cucitura dei palloni
è in larga misura un'attività a carattere familiare nel
quale le aziende che curano il processo di produzione \ esportazione producono
i pezzi dei palloni nelle loro fabbriche e "affittano" subappaltatori
che agiscono da intermediari tra loro e i lavoratori, che si trovano nelle
case, i quali cuciono i palloni. Quasi metà dei cucitori vivono
sotto il livello di povertà e 4 "laboratori" su 10 sono
guidati da adulti analfabeti. Circa il 90% di costoro appartengono ai
cosiddetti intoccabili o "dalit" come essi preferiscono definirsi.
I loro diritti umani sono violati in molti modi specialmente quando osano
affermare ed organizzare se stessi. I Dalit assieme ai loro bambini sono
le principali vittime del lavoro in appalto e del lavoro dei bambini.
Il rapporto dell'Istituto Nazionale del Lavoro stima che il guadagno medio
giornaliero di un maschio adulto nell'industria degli articoli sportivi
è di circa 20 rupie ( meno della metà di un dollaro americano)
che è circa un terzo dell'attuale salario minimo, 63 rupie al giorno.
I cucitori normalmente non sono consapevoli del concetto di salario minimo
e non sono organizzati da nessun sindacato. Ogni protesta ed ogni tentativo
di auto-organizzarsi può essere facilmente schiacciata poiché
essi dipendono dagli appaltatori per poter lavorare. I cottimi per cucire
un pallone non sono determinati sulla base del tempo necessario per cucire
un pallone in relazione al diritto di guadagnare almeno un salario minimo.
Inoltre i cucitori sono abitualmente imbrogliati dagli appaltatori. L'Istituto
nazionale del Lavoro consiglia di eliminare l'uso degli appaltatori e
di responsabilizzare i fabbricanti \ esportatori per il pagamento degli
stipendi. Si stima che 10.000 bambini stiano lavorando alla produzione
di articoli sportivi a Jalandhar e nelle sue vicinanze, 1350 di questi
sono solo lavoratori, mentre gli altri lavorano e vanno a scuola. La cucitura
dei palloni viene fatta da bambini dai cinque anni in su. Fra tutti i
bambini che lavorano a tempo pieno il 37% sono fra i cinque e i dodici
anni, gli altri hanno tredici o quattordici anni. Fra i bambini che lavorano
e che vanno a scuola, i due terzi sono fra i cinque e i dodici anni, indicando
così che la maggior parte dei bambini cominciano a cucire palloni
quando sono ancora abbastanza giovani. La combinazione di scuola e lavoro
conduce la maggior parte dei bambini a ritirarsi (dagli studi) attorno
all'età di dieci anni. L'intensità del lavoro dei bambini
cucitori è elevata. Un bambino esclusivamente lavoratore di sei
anni trascorre una media di 7,5 ore cucendo palloni, mentre un bambino
di tredici anni trascorre 9 ore al giorno a cucire. Anche i bambini che
vanno a scuola e lavorano devono sopportare un carico di lavoro alquanto
gravoso: 9 ore quando hanno sei anni, e quasi 11 ore quando hanno 13 anni.
Un quarto dei bambini che sono solo lavoratori lavora la notte, contro
il 14% dei bambini che vanno anche a scuola. Quasi metà dei bambini
solo lavoratori e meno di un terzo dei bambini che vanno anche a scuola
hanno dei problemi di salute. I problemi più comuni sono dolori
alle articolazioni e mal di schiena.
Il rapporto dell'Istituto Nazionale del Lavoro doveva diventare la base
per un'iniziativa del SGFI, del WFSGI, di Salvate I Bambini e dell'ILO-IPEC,
il programma sul lavoro dei bambini della Organizzazione Internazionale
del Lavoro (ILO). L'ILO-IPEC soprintenderebbe al monitoraggio esterno
dei luoghi di cucitura e 3 milioni di dollari dovevano essere stanziati
dal governo americano per il sistema di monitoraggio e la rieducazione
dei bambini. I 25 membri esportatori del SGFI promisero di cominciare
un sistema di monitoraggio interno sul lavoro dei bambini e di assicurare
che i lavoratori avrebbero guadagnato almeno il salario minimo uffficiale.
Il governo indiano comunque rifiutò di accettare ILO-IPEC come
supervisore esterno. Rifiutò anche il denaro dagli Stati Uniti
per il progetto e come la maggior parte degli esportatori, non volle che
la SAACS fosse parte della nuova iniziativa.
Dopo l'espulsione di ILO-IPEC, il SGFI andò avanti con un programma
per prevenire il lavoro dei bambini nell'industria degli articoli sportivi
e rieducare i bambini lavoratori. SGFI sotto la guida di WFSGI, ISL e
delle più importanti industrie di prodotti sportivi, assoldò
la nota società di revisione contabile SGS per fare il monitoraggio
esterno dei luoghi di cucitura. La lista di questi luoghi è fornita
dai produttori sulla base del loro monitoraggio interno. Il monitoraggio
esterno è ora finanziato dalla FIFA mentre i produttori contribuiscono
con lo 0,25% dei loro guadagni annuali da esportazione per la rieducazione
dei bambini.
Entro un lasso di tempo di due anni SGFI progetta di concentrare tutte
le attività di cucitura in centri registrati con più di
otto lavoratori o unità con almeno tre lavoratori. Il risultato
dovrebbe essere l'eliminazione del lavoro dei bambini e la corresponsione
di salari equi. In aggiunta SGFI ha "assoldato" il Consiglio
Indiano sul Benessere dei Bambini (ICCW) per rendere consapevoli le famiglie
delle problematiche inerenti il lavoro dei bambini. ICCW ha reclutato
alcune studentesse di un college femminile per fare questo lavoro, aiutate
dalle mogli di alcuni esportatori.
Un programma di protezione sociale, per il quale Salvate i Bambini e l'UNICEF
avrebbero fatto ulteriori piani d'azione e possibilmente avrebbero reperito
fondi, non è ancora partito.
Durante il primo giro di monitoraggio esterno, da parte di SGS è
stato trovato un solo bambino lavoratore, il che rende poco chiaro per
Salvate i Bambini, UNICEF e gli altri amministratori dell'iniziativa se
e quando cominciare un programma.
Combinando i risultati del rapporto dell'Istituto Nazionale del Lavoro,
le ricerche a livello locale e i recenti incontri con la maggior parte
delle organizzazioni coinvolte nel problema, emergono i seguenti punti
aggiuntivi.
I cucitori stanno ancora guadagnando salari molto al di sotto del salario
minimo ufficiale
Questo fatto è negato dalla Fondazione degli Articoli Sportivi
Indiana (SGFI), non è controllato come parte del loro monitoraggio
interno e non è esternamente monitorato e verificato da SGS.
I cucitori non sono organizzati in un sindacato. La loro assoluta dipendenza
dagli appaltatori per il lavoro rende questa eventualità quasi
impossibile. Non sono i cucitori stessi ma gli appaltatori che contrattano
con i datori di lavoro il cottimo per il cucito.
Considerando i problemi di salute dei bambini che cuciono palloni, si
può concludere che cucire palloni è un'attività rischiosa.
Eliminare con successo il lavoro dei bambini dipende da un effettivo programma
di protezione sociale che ora sembra essere bloccato perché non
è stato trovato nessun bambino al lavoro per cucire palloni. Una
parte essenziale di questa protezione dovrebbe essere la volontà
dell'industria di pagare salari che consentano di vivere, almeno il salario
minimo ufficiale.
I centri di cucitura di nuova realizzazione sono esentati dall'ottemperare
alla Legge sulle Fabbriche. Questa legge dà ai dipendenti una serie
di diritti, incluso un contratto di lavoro, un pagamento straordinario
annuale, paga doppia per lo straordinario ecc., che vengono ora negati.
E' immediatamente evidente che alcuni membri del SFGI stanno nascondendo
una parte considerevole della loro produzione al sistema di monitoraggio;
in particolare il più importante esportatore Mayor e co. Questa
azienda fornisce palloni ad Adidas, Mitre e Mundo, così come ad
altre aziende autorizzate dalla FIFA\ISL. Mayor e co. fornisce anche palloni
con un "design" Euro 2000 per il mercato europeo , importati
sotto licenza di FIFA\ISL da "Mookey Toys".
Gli accordi contrattuali tra la ISL ( l'organizzazione che dà le
licenze della FIFA) e tutte le aziende autorizzate importatrici che comprano
i palloni in India sono violati sui problemi del lavoro dei bambini, dei
salari al di sotto del minimo ufficiale, del mancato pagamento degli aumenti
ai lavoratori, degli ostacoli al diritto di organizzarsi, dell'esenzione
dalla legislazione del lavoro esistente, del mancato rispetto degli standard
sanitari e della mancanza di servizi sanitari.
CONCLUSIONI E RACCOMANDAZIONI.
Tutte le testimonianze
accessibili dimostrano che i cucitori in India, sia che lavorino a casa
sia che lavorino in centri di cucitura, non guadagnano nemmeno la metà
del salario minimo di 63 rupie al giorno o 1753 rupie al mese. Gli esportatori
di articoli sportivi che hanno aderito al SGFI hanno la responsabilità
( che si presero nel novembre 1998) di assicurare che i lavoratori guadagnino
almeno il salario minimo per una giornata lavorativa di 8 ore.
Questa responsabilità dovrebbe almeno tradursi in:
q Pagare cottimi che consentano ai cucitori di lavorare 8 ore al giorno
per guadagnare almeno il salario minimo ufficiale
q Informare tutti i cucitori oralmente e per iscritto sui cottimi. Questo
non dovrebbe essere fatto dagli appaltatori ma da persone nominate dal
SGFI o dal suo comitato direttivo; informazioni sui cottimi dovrebbero
essere disponibili in tutti i luoghi di cucitura,
q Inclusione nei registri di tutti i centri e delle unità di cucitura
delle domande riguardo al numero di palloni prodotti, ai salari reali
pagati nel sistema di monitoraggio interno del SGFI e alla registrazione
dei cottimi e dei salari reali pagati
E' immediatamente evidente che la SGFI e singoli esportatori stanno sovrastimando
il numero di palloni che può essere cucito in una normale giornata
lavorativa. Questo li conduce ad affermare che i cucitori possono facilmente
guadagnare il salario minimo o anche di più, mentre in realtà
essi possono produrre molto meno e guadagnare notevolmente meno che il
salario minimo. Al fine di fissare i cottimi in un modo che conduca al
pagamento almeno del salario minimo ufficiale, la raccomandazione dell'Istituto
Nazionale del Lavoro secondo cui dovrebbe essere intrapreso uno studio
scientifico per determinare il tempo necessario per cucire tipi differenti
di palloni gonfiabili è una raccomandazione ancora estremamente
valida
Al momento attuale i centri di cucitura impiantati dagli esportatori di
articoli sportivi sono esentati dalla Legge sulle Fabbriche che stabilisce
che unità di lavoro con più di 20 dipendenti dovrebbero
essere registrate secondo le disposizioni stabilite da questa stessa legge.
Questa legge dà ai lavoratori un certo numero di diritti già
elencati prima.
E' inaccettabile che i centri di cucitura siano esentati dal rispetto
di questa legge.
E' immediatamente evidente che almeno alcuni membri di SGFI stanno deliberatamente
nascondendo al sistema di controllo una parte considerevole della loro
produzione . Questo implica che non c'è nessun controllo sul lavoro
dei bambini e sulle condizioni di lavoro nelle zone dove si trovano queste
produzioni, cioè il distretto di Gurdaspur. Specialmente il più
grande esportatore indiano di articoli sportivi, Mayor e co., sembra coinvolto
in questa situazione.
Un programma disegnato
per monitorare il lavoro dei bambini non ha credibilità quando
parte della produzione è nascosta da alcuni membri della SGFI.
Non è solo una clamorosa violazione del sistema ma se non viene
rilevata conduce ad ulteriore spostamento dell'attività di cucitura
al di fuori dell'area dove viene monitorata. I controllori esterni ed
interni dovrebbero quindi essere sicuri di includere tutte i centri di
cucitura dei membri della SFGI
E' chiaro dal rapporto dell'Istituto Nazionale del Lavoro che sia per
quanto riguarda i bambini che lavorano a tempo pieno che per quelli che
lavorano a tempo parziale, viene nei loro confronti violato il diritto
del bambino al gioco e allo studio a tempo pieno finchè egli o
ella non abbia compiuto almeno l'età di 14 anni. Sebbene alcuni
sforzi vengano fatti dal SGFI, l'approccio attuale non è sufficiente
per eliminare effettivamente il lavoro dei bambini e dare a questi bambini
il diritto allo studio a tempo pieno. Il successo nel creare la consapevolezza
della comunità sulla necessità di eliminare il lavoro dei
bambini nell'industria degli articoli sportivi così come nel creare
la consapevolezza della necessità di controllare questa industria
per ciò che riguarda il lavoro dei bambini, dipende in larga misura
dal coinvolgimento nello sforzo della comunità e delle NGO locali.
Gli attuali sforzi di far crescere una consapevolezza contro questa situazione
sociale da parte del Consiglio Indiano sul Benessere del Bambino mancano
della necessaria credibilità Non ci si può aspettare che
studentesse dei college e mogli degli esportatori ottengano un impatto
reale in questa situazione. La SGFI e il suo comitato direttivo devono
cooperare con le comunità locali e con le NGO locali credibili
che dovrebbero prendere la guida di questa azione.
L'eliminazione con successo del lavoro dei bambini dipende anche in modo
cruciale da un effettivo "programma di protezione sociale" che
ora sembra bloccato perché "non è stato trovato nessun
bambino lavoratore" Una parte essenziale di questa protezione sociale
dovrebbe essere la volontà dell'industria di pagare salari sufficienti
per vivere, almeno il salario minimo. Questo anche creerebbe fiducia nelle
famiglie dei cucitori. Mostrerebbe loro che l'industria è seria
riguardo il benessere e l'educazione dei loro bambini.
Inoltre un programma di centri di educazione di transizione, già
deciso dalla SGFI e dai suoi amministratori, dovrebbe essere messo in
opera per preparare i bambini che hanno lavorato a tempo pieno a frequentare
le scuole statali. In modo simile bisognerebbe provvedere a dei corsi
sotto la guida di tutori per i bambini che lavorano e che devono essere
rimandati a scuola. UNICEF e SALVATE I BAMBINI sarebbero nella posizione
adatta per preparare piani per questo e per trovare i finanziamenti.
Eliminare il lavoro dei bambini nell'industria produttrice di articoli
sportivi può essere un primo passo importante per eliminare il
lavoro dei bambini in altri settori. Perché questo accada una combinazione
di misure specifiche per eliminare gradualmente il lavoro dei bambini
assieme ad un approccio regionale mirato, in combinazione con il miglioramento
del sistema di educazione primaria, è di un'importanza cruciale.
Strategie e programmi dovrebbero quindi essere sviluppati per portare
i bambini a scuola finché essi terminano la decima classe della
scuola elementare. Il miglioramento della qualità dell'istruzione
è essenziale per raggiungere questo risultato , ma lo è
anche la mobilitazione sociale per stabilire e rafforzare la norma sociale
secondo cui nessun bambino dovrebbe lavorare. SGFI e altre organizzazioni
come UNICEF e SALVATE I BAMBINI possono avere un ruolo importante nello
stimolare il governo locale e centrale a farsi carico della sua responsabilità
di offrire ad ogni bambino il diritto ad una scuola elementare a tempo
pieno.
Per quanto riguarda
i problemi sanitari, anche nel caso degli adulti è raccomandato
di intraprendere uno studio scientifico sui rischi per la salute dovuti
alla produzione di articoli sportivi. Sulla base di questa ricerca potrebbe
essere formulato ed attuato un piano d'azione per proteggere la salute
degli addetti alla produzione di articoli sportivi.
Gli accordi contrattuali fra la ISL e le sue licenziatarie ( incluse tutte
le maggiori aziende importatrici di palloni) sono violati in diversi punti.
Il contratto stabilisce che non deve essere impiegato nessun bambino che
abbia meno di 14 anni
Ci sono comunque ampie evidenze che alcuni membri della fondazione stanno
nascondendo una parte della loro produzione (e così l'uso di lavoro
di bambini) dal monitoraggio da parte del sistema finanziato dalla FIFA.
Il contratto contiene la disposizione che ai lavoratori dovrebbe essere
corrisposto almeno il salario minimo stabilito dalla legge o un salario
coerente con gli standard dell'industria locale, a seconda di quello fra
i due che risulta di entità maggiore. E' abbastanza evidente che
i salari della gran parte dei cucitori sono al di sotto del salario minimo
stabilito dalla legge.
Il contratto stabilisce che "aumenti e diminuzioni dei salari devono
essere attentamente monitorate"
Tale verifica non esiste così che gli appaltatori hanno libertà
di fare diminuzioni ai salari senza alcuna forma di controllo da parte
di terzi.
Il contratto riconosce "che il diritto dei lavoratori di aderire
o di organizzare associazioni di loro scelta dovrebbe essere rispettato"
Il presente sistema contrattuale rende di fatto quasi impossibile usare
questo fondamentale diritto del lavoro poiché i cucitori sono assolutamente
dipendenti dagli appaltatori.
Il contratto afferma che le fabbriche e quelli che le riforniscono devono
rispettare tutte le leggi applicabili e le disposizioni riguardanti le
condizioni di lavoro. Il fatto che i centri di cucitura siano esentati
dalla Legge sulle Fabbriche è come minimo una violazione dello
spirito di questa disposizione. Il contratto afferma che le norme e le
procedure devono essere elaborate per proteggere i lavoratori dagli incendi,
dagli incidenti e dalle sostanze tossiche. I cucitori lavorano con le
sostanze tossiche ( come inchiostro e colla) e le inspirano, ma non ci
sono regole e procedure per proteggere i lavoratori.
Il contratto afferma che i lavoratori devono avere accesso ai servizi
sanitari in qualsiasi momento. Le osservazioni mostrano che questi servizi
mancano in molti centri di cucitura.
L'incarico alla società di monitoraggio esterno SGS non riflette
per nulla quanto previsto dall'attuale contratto fra ISL e le sue licenziatarie.
I termini di riferimento per il monitoraggio sono largamente confinati
al lavoro dei bambini. Questo può non essere una violazione della
lettera del contratto ma è certamente una contraddizione con lo
spirito della disposizione del contratto secondo cui ISL può chiedere
la prova della adesione al codice. Il modo migliore per fornire questa
testimonianza è includerla nei termini di riferimento di SGS in
quanto organizzazione incaricata del controllo esterno.
SGFI e il suo comitato esecutivo, consultandosi con le comunità
locali, le NGO, i sindacati ed altri soggetti, dovrebbero trovare il modo
per porre in atto l'importante conclusione del rapporto dell'Istituto
Nazionale del Lavoro secondo cui il sistema degli appalti dovrebbe essere
sostituito da un sistema che sia effettivamente controllato e regolato
dallo Stato, dai datori di lavoro e dai sindacati. In aggiunta l'idea
di formare cooperative di lavoro dovrebbe essere ulteriormente studiata
e messa in atto con l'aiuto delle NGO e dei sindacati.
Cancellare l'impiego dei bambini nel lavoro e garantire i diritti - base
del lavoro nell'industria degli articoli sportivi certamente va oltre
la sola influenza della FIFA e delle altre associazioni calcistiche. Quindi
tutte le aziende a prescindere dal loro rapporto con FIFA e ISL, dovrebbero
avere un codice di "esercizio" del lavoro che sia almeno buono
come l'originario codice FIFA e che sia monitorato e verificato in modo
indipendente.
Viene fortemente raccomandato che le aziende importatrici di palloni da
calcio non cessino di avvalersi dei loro attuali fornitori indiani. Esse
dovrebbero piuttosto usare la loro influenza per assicurarsi che gli attuali
contratti tra le ISL e le stesse licenziatarie ISL siano messi in atto
nella lettera e nelle spirito e vengano migliorati. Perché questo
avvenga esse devono pagare prezzi che rendano possibile per i fornitori
indiani mettere in atto le condizioni di lavoro pattuite e pagare uno
stipendio adeguato.
Il Codice sulle condizioni di lavoro inizialmente concordato dalla FIFA
e dalla Confederazione Internazionale dei Sindacati Liberi se firmato,
incorporato negli accordi ISL, messo in atto e effettivamente verificato,
sarebbe un importante strumento per migliorare le condizioni di lavoro
nella industria degli articoli sportivi in tutto il mondo. Le presenti
disposizioni contrattuali appaiono notevolmente insufficienti poiché
ci sono ancora diversi problemi irrisolti in termini sia di contenuto
che di attuazione delle disposizioni ISL.
Un ruolo attivo dell'ILO - non solo dell'ILO-IPEC come nel caso del Pakistan
- nel monitorare e verificare il codice FIFA sarebbe enormemente desiderabile.
Questo darebbe un importante impulso non solo allo "status"
e alla credibilità del codice FIFA, ma potrebbe anche essere una
situazione pilota per il coinvolgimento dell'ILO che si potrebbe porre
come guida per ciò che riguarda il contenuto e la messa in pratica
di altri codici di condotta che sono in parte basati sulle convenzioni
ILO.
Il Comitato Olandese
per l'India è un'organizzazione indipendente non - governativa,
che mira a dare un contributo per realizzare più umane condizioni
di vita per i poveri e gli oppressi dell'India. Esso coopera con organizzazioni
che si trovano in India e altrove che hanno uno scopo simile. Informa
il pubblico , in particolare in Olanda, riguardo gli sviluppi sociali,
economici e politici in India e su come essi si correlano con gli sviluppi
in tali ambiti nei Paesi occidentali. Il Comitato intraprende campagne
nel campo dei diritti civili, delle relazioni economiche e della cooperazione
internazionale. La sua strategia principale è influenzare l'opinione
pubblica e coloro che hanno il potere di prendere le decisioni in Olanda,
in Europa e possibilmente anche altrove. Persegue questi scopi, fra l'altro,
tramite la ricerca, l'azione di lobby, la mobilitazione della gente, portando
i propri temi all'attenzione del pubblico e organizzando convegni. Questo
comitato (in inglese ICN) non è un'organizzazione a scopo di lucro.
India Committee of the Netherlands
Mariaplaats 4
3511 LH Utrecht, The Netherlands
tel. 0031 30 2321340
fax 00 31 30 2322246
e-mail: liw@antenna.nl
website: www. Antenna.nl\liw
The Clean Clothes Campaign
PO BOX 11584
1001 GN Amsterdam
+31 20 4122785
+31 20 4122786
ccc@xs4all.nl
www.cleanclothes.org
Questa è la mailing list della campagna abiti puliti, i messaggi
inviati alla mailing list saranno ricevuti da tutti i sottoscrittori della
lista
I messaggi inviati solo alla campagna olandese, per esempio, dovranno
essere inviati a ccc@xs4all.nl++++++++
RESOCONTO DELL'INCONTRO
DI BRUXELLES DEL 5 OTTOBRE
Carissimi,
per la comune campagna sull'abbigliamento sportivo, il suggerimento è
di lavorare su alcuni punti assieme alla Marcia Mondiale sul lavoro dei
bambini, che anch'essa farà una campagna sullo stesso argomento.
Vedi in allegato le idee per i punti d'azione che possiamo attuare assieme
e il relativo appello.
Il secondo allegato contiene i verbali di una riunione tra la Marcia Mondiale
, il sindacato olandese FNW e il comitato olandese per l'India, una delle
organizzazioni che fanno parte della Campagna Abiti Puliti olandese. Vi
chiedo di leggere almeno il primo allegato e di farmi sapere se siete
d'accordo.
Saluti, Esther
RIUNIONE DELLA CAMPAGNA
SULLA COPPA DEL MONDO, BRUXELLES, 5 OTTOBRE 2001.
PARTECIPANTI: MICHELLE
DAGNINO (ICFTU), ANDRIETTE NOMMENSEN (FEDERAZIONE DEI SINDACATI OLANDESI
- FNV), MARIAROSA CUTILLO ( MANITESE E COORDINATORE DELLA MARCIA MONDIALE
- EUROPA), SOPHIE EVANS (AIUTO CRISTIANO), GERARD OONK(COMITATO OLANDESE
PER L'INDIA E CONSIGLIERE POLITICO DELLA MARCIA MONDIALE), RAINER KRUSE(
CHE MANTIENELE RELAZIONI CON PANE PER IL MONDO, MARCIA MONDIALE E GEPA)
E TIM NOONAN (ICFTU)
INTRODUZIONE DEI PARTECIPANTI
ANDRIETTE NOMMENSEN (FNV)
La FNV ha una lunga storia nell'occuparsi del problema del lavoro dei
bambini, inclusa la promozione di Rugmark, coordinamento della Marcia
Mondiale Olandese, e la promozione di attività relative al lavoro
e all'istruzione dei bambini, e di molte altre attività correlate
ai codici di condotta ed ai diritti del lavoro in tutto il mondo.
L'anno scorso FNV è stata profondamente coinvolta nella campagna
EURO 200 assieme ad un gruppo di ONG. La campagna congiunta includeva
una azione su manifesti e marchi e la sotto-campagna Salari Equi per il
Lavoro. Nell'ambito di questa sotto-campagna si chiedeva alla gente una
piccola somma di denaro da dre alle aziende come sostegno simbolico se
esse avessero aumentato i salari dei lavoratori degli articoli sportivi
fino al livello di un salario che consenta di vivere. Le aziende rifiutarono
e il denaro fu dato alle ONG che lavorano per i diritti del lavoro).
GERARD OONK COMITATO
OLANDESE PER L'INDIA - ICN
L'ICN negli ultimi sei anni ha lavorato sul problema del lavoro dei bambini
promuovendo RUGMARK e partecipando attivamente alla Marcia Mondiale, alle
attività sul lavoro e l'istruzione dei bambini, alla CAMPAGNA ABITI
PULITI e ad altre attività correlate ai diritti del lavoro.
Gerard ha spiegato gli antefatti della CAMPAGNA correlata alla COPPA DEL
MONDO DI CALCIO. I rapporti sullo sfruttamento dei bambini nell'industria
degli articoli sportivi in India e in Pakistan nel 1995e nel 1997 hanno
provocato varie iniziative da parte dell'industria, dei sindacati, e delle
ONG. La FIFA trovò un accordo con la CISL internazionale su di
un codice per l'utilizzo della forza lavoro valevole per tutte le aziende
licenziatarie della FIFA, ma le aziende più importanti lo rifiutarono.
Invece in Pakistan e in India sono cominciati dei programmi sullo sradicamento
del lavoro dei bambini e la rieducazione dei
bambini ex- lavoratori. . In Pakistan nell'attuazione di questi programmi
è coinvolta la ILO. mentre in India questi sono gestiti principalmente
dagli esportatori Più tardi regole sul lavoro sono state incluse
nei contratti tra la FIFA e le sue licenziatarie. Per conto della FIFA
la società svizzera di certificazione SGS controlla la situazione
riguardo il lavoro dei bambini, ma le altre norme contrattuali sul lavoro
non sono controllate. I più recenti resoconti sul Pakistan e l'India
(del 2000) mostrano che i contratti sono violati per quanto riguarda la
maggior parte delle regole sulla prestazione di manodopera concordate
nel contratto. (vedi il rapporto THE DARK SIDE OF FOOTBALL). ICN HA PRESENTATO
UNA PROTESTA SULL' APPROVIGIONAMENTO DA PARTE DELL'ADIDAS DI PALLONI DA
CALCIO DALL' INDIA inoltrandolo al Punto di Contatto nazionale del recentemente
rinnovato LINEE GUIDA PER LE MULTINAZIONALI curato dall'OCSE. Queste linee-guida
hanno molto in comune sui problemi del lavoro con il contratto FIFA. Nella
maggior parte dei Paesi OCSE c'è un Punto Nazionale di Contatto
(NCP). Le linee guida e le raccomandazioni degli NCP non sono vincolanti.
Gli NCP sono comunque un meccanismo di mediazione con una qualche autorità
e possono raccomandare pubblicamente dei miglioramenti nel comportamento
delle aziende, così facendo pressione su di esse perché
aderiscano alle Linee - guida. Sarebbe positivo se altre organizzazioni
nei Paesi europei presentassero lamentele nei confronti delle altre aziende
che si riforniscono in India ( ad esempio Adidas e Uhlsport in Germania,
Mitre in Gran Bretagna, Mundo in Italia) o altri Paesi, facendo in questo
modo pressione sulle aziende perché tengano fede al contratto FIFA
e allo stesso tempo alle Linee-guida.
Sophie Evans Aiuto Cristiano (Christian Aid - CA)
CA ha fatto molto lavoro sulla SAACS. Al momento CA sta lavorando sul
lavoro domestico dei bambini e su una campagna inerente il commercio,
che include problemi riguardanti i diritti del lavoro e la responsabilità
delle aziende. Inoltre CA fa molto lavoro con le scuole. Forse la Campagna
sulla Coppa del Mondo di calcio può essere collegata ad una o più
di queste attività.
MARIAROSA CUTILLO
- MANITESE.
Manitese sta coordinando la Marcia Mondiale in Europa. Lavora anche sul
problema del comportamento delle aziende tramite campagne e attività
sugli acquisti trasparenti e tramite la promozione di una legge per rispettare
i diritti del lavoro in tutto il mondo. Questo sforzo non è sostenuto
dall'attuale governo, ma trova un buon sostegno da parte di molte organizzazioni.
L'Italia è sensibile ai problemi collegati al gioco del calcio,
Manitese è interessata a farsene carico. Mariarosa ritiene che
ci potrebbe essere abbastanza interesse anche in altri Paesi. Mariarosa
metterà in discussione la campagna sulla Coppa del Mondo alla riunione
della Marcia Mondiale del 19 ottobre.
RAINER KRUSE MARCIA
MONDIALE GERMANIA.
Rainer quest'anno ha lavorato alcuni mesi per il segretariato della Marcia
Mondiale; era anche coinvolto nelle precedenti attività della Marcia
Mondiale. Ha lavorato per molti anni presso l'ufficio dedicato all'India
della NGO tedesca Pane per il Mondo.
Al momento non c'è nessuna organizzazione in Germania che desideri
iniziare delle attività sulla Coppa del Mondo, sebbene ci sia un
interesse da parte di Pane per il Mondo e GEPA (Organizzazione tedesca
per il commercio equo e solidale) a patto che un'altra organizzazione
si assuma l'impegno principale. L'ex rete tedesca della Marcia Mondiale
ha ora lasciato la rete internazionale e si sta focalizzando sulle organizzazioni,
per esempio in America Latina, e si sta focalizzando sui ragazzini e sul
loro diritto ad un lavoro decente.
Rainer spera di ottenere che uno dei principali organizzatori di questa
rete e con molta competenza riguardo la realizzazione di campagne sul
lavoro dei bambini si faccia coinvolgere nella campagna sulla Coppa del
Mondo di calcio. Uno dei problemi è che al momento non è
possibile ottenere finanziamenti su questa attività.
GEPA prende i suoi palloni da calcio dalla Company Talon in Pakistan.
Essi vengono venduti anche in altri Paesi europei. Questi palloni vengono
realizzati senza ricorrere al lavoro dei bambini e ai lavoratori che li
cuciono vengono pagati salari migliori. Più di un terzo dei palloni
sono realizzati dalle donne in piccoli centri di cucitura. Sono necessarie
altre informazioni su altri aspetti come il diritto di organizzarsi. Esse
possono essere un importante strumento di promozione della campagna.
MICHELLE DAGNINO -
ICFTU ( CISL INTERNAZIONALE)
Michelle lavora alla campagna sul lavoro dei bambini della ICFTU che è
stata rilanciata tramite una petizione mondiale ora sostenuta da 500.000
persone, principalmente via e-mail. La petizione e le firme di sostegno
dovevano essere presentate al UNGASS ( SUMMIT ONU SUI BAMBINI) che è
stato rinviato a causa degli attentati di New York. ICFTU lavora sul lavoro
dei bambini nel contesto dei diritti dei lavoratori e dell'istruzione
per i bambini. La maggior parte dei sostenitori di questo lavoro oggi
sono giapponesi! ICFTU ha recentemente reso pubblico un video sul lavoro
e la scolarizzazione dei bambini (LASCIATE CHE I BAMBINI VADANO A SCUOLA);
un altro sarà pronto fra poco. ICFTU ha anche pubblicato un rapporto
sullo sfruttamento sessuale dei bambini a fini commerciali e pubblicherà
un libro u questo argomento nel febbraio del 2002.
SPIEGAZIONE DELLA
SITUAZIONE ATTUALE E IL RUOLO DELLA ICFTU, curato da Tim Noonan.
Sul lavoro dei bambini la ICFTU lavora solo con la Marcia Mondiale e i
suoi membri perché essi concordano sulla prospettiva che ogni bambino
dovrebbe dedicarsi alla scuola a tempo pieno. Un'educazione serale non
regolare o altri sforzi educativi paralleli sono accettabili purchè
conducano la maggior parte dei bambini alla scuola a tempo pieno. Alcune
NGO comunque non sono d'accordo su questo e addirittura sostengono il
diritto al lavoro dei bambini piccoli.
La ICFTU non solo sostiene con forza la Convenzione 182 ma anche la Convenzione
138. ICFTU ha un forte interesse nello stabilire che cosa realmente costituisca
un lavoro pericoloso per i bambini. Essa lavora su questo problema sia
attraverso delle attività per esempio nell'industria del cocco
nell'Africa Occidentale sia sul livello politico. ICFTU quindi parteciperà
alla nuova conferenza internazionale sul lavoro dei bambini organizzata
dal governo olandese nel febbraio del 2002.
La ICFTU ha lavorato
sul problema sin dalla rivelazione del lavoro dei bambini nella produzione
dei palloni in Pakistan nel 1995. Ci sono regolari consultazioni - negoziati
con la FIFA e la WFSGI., assieme ad alcuni segretariati internazionali
sul commercio (ITS) come il Tessile Internazionale, la FEDERAZIONE DEI
LAVORATORI DEL VESTIARIO E DEL CUOIO (ITGLWF) e l'Unione rete internazionale
(Union Network International) C'è ora una lista di 17.000 beni
con licenza FIFA tra i quali palloni da calcio, capi d'abbigliamento e
televisioni sono la parte maggiore. Tutte le aziende licenziatarie firmano
un contratto con la FIFA per mettere in pratica un certo numero di condizioni
di lavoro che fanno parte del contratto. Questo include i diritti fondamentali
del lavoro e il nuovo codice modello della WFSGI (Federazione Mondiale
dell'Industria degli articoli Sportivi) Inoltre gli importatori di palloni
da calcio hanno preso parte ai programmi sul lavoro dei bambini in Pakistan
e\o in India per aver diritto alla licenza e al marchio FIFA. Quest'anno
l'azienda che faceva il marketing e concedeva le licenze per conto della
FIFA, la ISL, è fallita. Il suo compito viene ora svolto dalla
FIFA LICENSING AG che "eredita" tutti i contratti. Un'importante
punto debole della situazione attuale è costituito dal fatto che
i sindacati sono tenuti fuori dalla definizione delle clausole contrattuali
inerenti le condizioni di lavoro, stabilite dalla FIFA e dalle aziende.
Entrambe le parti contrattuali non hanno un grande interesse a chiedere
la adesione al contratto. Quindi la ICFTU dovrebbe essere coinvolta tramite
un accordo quadro con la FIFA e le aziende. Questo allora consentirebbe
agli specifici ITS di negoziare accordi con aziende come ADIDAS, NIKE
ecc.; sarebbe quindi positivo se la Marcia Mondiale chiedesse questo nel
suo documento programmatico.
Il programma della
FIFA con il supporto del ILO - IPEC nella città di Sialkot in Pakistan
ha avuto un forte impatto sul lavoro dei bambini ma non lo ha totalmente
sradicato. I bambini stanno ancora lavorando in alcune piccole unità
di lavoro dei subappaltatori. Un problema è anche costituito dal
fatto che buona parte della produzione è tornata nelle grandi industrie
dove le donne non possono lavorare. Gli sforzi dei sindacati di realizzare
unità di produzione speciali vicino a casa per le donne non hanno
finora avuto successo.
La APFOL ha fatto enormi sforzi per organizzare i lavoratori di Sialkot,
contro una opposizione molto forte unita ad intimidazioni e violenze da
parte dei datori di lavoro. La APFOL è ora riuscita a creare dei
sindacati nelle fabbriche di 4 aziende molto importanti, (incluse tre
che lavorano per aziende licenziatarie della FIFA come la NIKE) organizzando
migliaia di lavoratori. Altri lavoratori in altre industrie , forse 40.000,
vogliono aderire se ne avranno la possibilità. La situazione è
ancora molto tesa, ma il contratto FIFA risulta utile in questo caso perché
il disconoscimento delle aziende significherebbe per loro perdere i contratti.
Tim chiederà alla APFOL quale ruolo la Campagna può giocare
per supportare il lavoro della APFOL in Pakistan più un aggiornamento
sulla situazione attuale. E' forse utile che venga mantenuto un qualche
tipo di pressione politica.
ICFTU è anche preoccupata sulla situazione in Cina. Mentre la WFSGI
potrebbe accusare la Marcia Mondiale che la campagna mirata sull'India
ha spinto le aziende ad andare in Cina, la WFSGI stessa ha già
per anni spinto le aziende a rifornirsi di prodotti in Cina. Molto probabilmente
in Cina nella produzione dei palloni da calcio viene ancora usato il lavoro
forzato dei detenuti. ICFTU sosterrebbe con piacere qualsiasi ricerca
seria sul lavoro dei bambini e sulle condizioni di lavoro in Cina.
In Bangladesh la situazione per molti bambini è migliorata ora
che ILO - IPEC opera direttamente nel Paese, ma i bambini stanno ancora
lavorando in grandissimo numero, prestando la loro opera nella industria
dei capi d'abbigliamento che lavora per il mercato interno. Anche le condizioni
di lavoro sono ancora al di sotto della media. ICFTU ha prodotto un film
sull'industria dei capi d'abbigliamento del Bangladesh.
Il sindacato giapponese
RENGO ha scritto al Comitato organizzatore dei mondiali di calcio di includere
le principali normative sul lavoro, i diritti umani e le norme ambientali
nei loro contratti con i fornitori di beni e servizi. La prima reazione
del Comitato giapponese è stata positiva, ma la FIFA non vuole
che il Comitato firmi un accordo su questo tema con il RENGO. C'è
stata anche una buona risposta dai sindacati coreani. Questa situazione
deve essere sfruttata fino in fondo. Anche se non viene raggiunto nessun
accordo formale una posizione chiara dei sindacati è un importante
segnale per i fornitori dei prodotti che verranno utilizzati per la Coppa
del mondo, per esempio i palloni pakistani.
E' positivo che la ICFTU, mentre da un lato come membro della Marcia Mondiale
sta sostenendo la campagna, dall'altro usa anche la sua posizione con
la FIFA, la WFSGI ecc. per negoziare e esercitare delle pressioni sulla
base del lavoro fatto dalla Marcia Mondiale e da altri.
Tim ritiene che la pressione sulla FIFA dovrebbe essere la nostra priorità,
senza ovviamente trascurare la WFSGI, le aziende ed altri soggetti nazionali
ed internazionali.
ILO-IPEC sta lavorando su un progetto di informazione contro le peggiori
forme di lavoro dei bambini, facendo uso di diverse coppe regionali, cominciando
dalla Coppa d'Africa preparando la strada alla campagna sulla Coppa del
Mondo 2002. Manitese e ICFTU seguiranno questa linea d'azione.
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